| borderline_kat ( @ 2005-05-30 10:57:00 |
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L' odore del tuo respiro

Come avevo già annunciato, ho comprato il nuovo romanzo di Melissa P. “ L’ odore del tuo respiro”, sono ancora a metà quindi non posso dire che se mi sia piaciuto o meno ma sicuramente qualche commento sono già in grado di farlo.
Melissa P., che sia una brava scrittrice o no, è sicuramente un delle migliori operazioni editoriali degli ultimi anni e lo dimostrano i duemilioni emmezzo di copie vendute da “ Cento colpi di spazzola” che è un romanzo banale con qualche spunto stilistico degno di nota ma nulla di più; per citare una mia amica:
”Melissa P. ha venduto milioni di libri perché è una sedicenne siciliana se fosse stata una venticinquenne di Milano non l’avrebbe filata nessuno”.
Tornando al nuovo, al romanzo del riscatto, partiamo con una copertina accattivante,lunare, e dalla colonnina interna ruffiana e ridicola. Nella parte riservata all’ autore ci sono due mini biografie dell’ autrice una di Melissa Panarello e l’ altra di Melissa P. .
Ora se questa non è la dimostrazione lampante che Melissa P. sia una creazione della Fazi editore ( casa editrice che per altro io adoro per aver portato in Italia il genio di JT Leroy) , tanto “ Non è la Rai “ docet, il mondo non si stancherà mai delle Ninfette, se poi come in questo caso c’è anche del cervello dietro la manipolazione il gioco è fatto.
Ben venga quindi diventare fenomeno mediatico, ben venga sbandierare una sessualità spiccata per diventare una macchina fabbrica soldi che andiamo avere un conto in banca da un milione di euro a neanche vent’anni è spaventoso e lo dico con la dovuta puntina di invidia per la quantità di scarpe che potrei comprare se possedessi tale cifra.
Però devo ammettere che qualcosa c’è dietro Melissa P. ed è Melissa Panarello che se sta li “buonina, buonina” a buttare su carta le sue ossessioni e guardate un po’ le riesce benissimo:
“ Con un ape fra i capelli mi sono gettata per le strade del mondo. Un ape che ronzava fra i fili della mia chioma, sbatteva convulsamente le ali e ronzava, ronzava. E io non la cacciavo, ho lasciato che costruisse il suo alveare nella mia e chi mi incontrava diceva “Hai i capelli come il miele” e non sapeva che nella mia testa c’era un ape che con il suo corpo tenero e bicolore roteava nei miei pensieri, giocava”